Con il fior de la bocca umida a bere
ella attinge il cristallo. Io lentamente
le verso a stille il vin dolce ed ardente
entro quel rosso fiore de’l piacere;
e chinato su lei, muto coppiere
guardo le forme dilettosamente :
la sua testa d’Ermète adolescente
e la sagliente spira de ‘l bicchiere.
Or, poi che le pupille a l’amorosa
concordia de le due forme stupende
io solo, io solo, io solo ho dilettate,
godo infranger la coppa preziosa;
e improvviso un desio vano mi prende
d’infranger le membra bene amate.
Gabriele D’Annunzio (1863-1938)